ANCORA NO A CENTRALI A BIOGAS, A BIOMASSE E BIODIGESTORI ANAEROBICI

ANCORA UN NO DECISO E DOCUMENTATO A PROGETTI  DI CENTRALI A BIOGAS, A BIOMASSE E BIODIGESTORI ANAEROBICI ANCHE DALL’INCONTRO DI GENAZZANO (ROMA) SABATO 9 MARZO 2013

Si  è svolto  sabato 9 marzo 2013 a Genazzano un incontro promosso dal locale comitato che si oppone  al progetto per la realizzazione di una centrale a biogas.
L’incontro ha visto una partecipazione numerosissima ed attenta di cittadini preoccupati per le possibili conseguenze della messa in opera di questo impianto: inquinamento dell’aria e dell’acqua, danni alla salute, aumento del traffico, stravolgimento delle naturali vocazioni di questa cittadina legate da sempre  alla produzione agricola di qualità, ad una apprezzata tradizione eno-gastronomica, e all’indubbio richiamo turistico per la bellezza del paesaggio e della città antica.

Presenti all’incontro il sindaco e numerosi amministratori  anche dei comuni limitrofi che subirebbero l’inquinamento dell’aria che tale impianto se realizzato potrebbe produrre.
Numerosa e solidale anche la presenza di comitati provenienti da diverse zone della regione Lazio ed impegnati in difesa dell’ambiente e della salute.

La dottoressa Antonella Litta, referente per Viterbo dell’Associazione italiana medici per l’Ambiente – Isde (International Society of Doctors for the Environment) ha introdotto la sua relazione richiamando l’articolo 32 della Costituzione che afferma: ”La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività” ed ha sottolineato come proprio dal mancato rispetto di questo articolo fondamentale della nostra Carta costituzionale ha avuto origine la grave situazione sanitaria  vissuta anche dalle popolazioni della regione Lazio e connessa al gravissimo stato di inquinamento ambientale dei nostri  territori; un inquinamento che deve essere assolutamente ridotto in tempi brevi anche respingendo progetti di nuovi impianti a forte impatto ambientale e sanitario come quello proposto per Genazzano.

La dottoressa  Antonella Litta ha ribadito quindi l’urgenza di interventi necessari a ridurre l’esposizione ad inquinanti, che alterano gravemente e irreversibilmente aria, acqua e suolo, come prima e vera forma di prevenzione a tutela della salute delle persone e in particolare della salute dei bambini.

La dottoressa ha menzionato la drammatiche situazione  d’inquinamento della Valle del fiume Sacco, su cui si affaccia anche la città di Genazzano, come  emblematica dell’incuria e dello sfruttamento barbaro di risorse ambientali fondamentali per la vita di tutti,  e per la quale occorrono concreti interventi di tutela e bonifica per il risanamento ambientale e a garanzia delle popolazioni.

Ha ricordato anche la grave e preoccupante situazione vissuta da quelle  popolazioni del Lazio esposte, senza alcuna adeguata informazione, negli ultimi dieci anni a valori di arsenico fuorilegge,che hanno raggiunto, in alcuni casi, anche i 50 microgrammi/litro, ovvero cinque volte il limite di legge previsto per  questa sostanza tossica e cancerogena per la quale non esiste alcuna soglia accettabile di sicurezza per esposizioni croniche.

Il  dottor Mauro Mocci, referente per il Lazio dell’Associazione italiana  medici per l’Ambiente – Isde,  ha evidenziato con chiarezza  di esposizione e dati l’inutilità e la dannosità per salute e ambiente delle centrali a biogas, a biomasse e degli impianti di biodigestione anaerobica che vengono costantemente proposti su tutto il territorio nazionale per conseguire, una volta realizzati, importanti incentivi economici in quanto spacciati per fonti  autenticamente rinnovabili quando in realtà lo sono soltanto formalmente.

Il dottor Mocci ha anche richiamato l’attenzione sulla necessità di una rigorosa e corretta gestione dei rifiuti che, se realizzata attraverso  la raccolta  differenziata e “porta a porta”  e con  una reale politica del riuso, del risparmio, del riciclo e della riduzione dei rifiuti e soprattutto dei materiali da imballaggio, non avrebbe alcun bisogno della realizzazione di impianti di incenerimento, biodigestione e nuove discariche.

Gli interventi hanno anche dimostrato che non  vi è un reale bisogno di aumentare la produzione di energia elettrica mentre si dovrebbero ridurre subito le fonti d’inquinamento già presenti, a cominciare dal polo energetico più grande d’Europa, quello costituito dalle centrali di Civitavecchia e Montalto di Castro, che da decenni immette in aria tonnellate di gas e polveri nocivi, con danni  gravi e fin mortali per la

salute delle persone, come evidenziato anche da studi epidemiologici.

Anche da questo incontro un forte e condiviso appello perché nella Regione Lazio si dia la priorità, il massimo dell’attenzione e dell’impegno a programmi di tutela e bonifica ambientale, di sorveglianza dello stato di salute delle popolazioni residenti e si rifiuti decisamente e senza tentennamenti ogni altra scelta, struttura e/o impianto ad alto impatto ambientale e sanitario.

*

Comunicato stampa a cura dell’Associazione italiana medici per l’ambiente-Isde (International Society of Doctors for the Environment ) di Viterbo

Viterbo, 11 marzo 2013

Per comunicazioni: Isde di Viterbo, e-mail: isde.viterbo@gmail.com; tel. 3383810091

Tagged with: , , , , , , ,
Pubblicato su Attività comitati, BIOGAS / BIOMASSE, DOCU
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: