Il “WORKSHOP” Itabia e il “buco” dell’informazione

“WORKSHOP” Itabia per fornire ai Comitati una corretta informazione sui Principi di sostenibilità per l’uso delle biomasse.

Il 9 luglio 2013 è stato dato un esempio di come intende “fare informazione” la parrocchia dei biomassisti/biogassisti (una quarantina di persone, inclusa Bracciano Ambiente, il Senatore Francesco Ferrante, Legambiente, Coldiretti, l’Ing. Palombini [icona biogas Lazio], l’Associazione Fareambiente, agricoltori, tecnici, imprese, etc.): si è data la zappa sui piedi da sola!

I relatori (cfr. Programma-Workshop-ITABIA_9-luglio-2013), per oltre due ore, hanno parlato degli impianti a biogas e a biomasse esaltandone gli aspetti più “interessanti”, evitando di calare il discorso in una realtà ambientale e sanitaria molto complessa e allarmante che un certo mondo scientifico indipendente e disinteressato sta diffondendo attraverso convegni, articoli e perizie. Evitando soprattutto di rivelare quali siano i reali interessi economici e quali siano le alternative sane e democratiche che i cittadini potrebbero avere a disposizione per i loro fabbisogni energetici e termici. Il paradosso è che questo convegno Itabia doveva servire a dare risposte e spiegazioni confortanti ai Comitati (risulta essere stato presente solo un Comitato di Malagrotta). Peccato che le critiche ai Comitati ASSENTI siano state dispensate con una certa generosità, soprattutto dal Sig. Maurizio Selli, Consulente Gruppi di Lavoro FER (non si è capito bene quali siano questi gruppi perché si è guardato bene dal dirlo, né chi l’abbia nominato “Consulente”), il quale ha snocciolato una serie di scorrettezze nei confronti dei Comitati che si oppongono a questi impianti. «I Comitati non sono ben informati, non sanno reperire le fonti giuste, sono strumentalizzati, sono emotivi, non stanno al passo con le nuove tecnologie (che lui progetta) e via così per una tiritera senza nessun costrutto se non quello di legittimare la propria presenza e i propri interessi, e alludere alle limitate capacità intellettive dei Comitati, che si lasciano fuorviare da una cattiva informazione o strumentalizzare. “È ora di riempire questo buco.”, dice lui. Quale buco, chiediamo noi? Ma non intendiamo difenderci da questo tipo di critica. Al Sig. Selli sarebbe bastato seguire la serie di convegni organizzati nel Lazio e in tutta Italia e valutare se il calibro dei relatori era così scadente.

L’intervento della biologa Sofia Mannelli di Bracciano, poi, non ha risparmiato critiche a Cerveteri e Manziana. Chissà perché Manziana! Forse perché ritiene che due Convegni organizzati con relatori di altissimo livello scientifico, accademico, medico e legale non erano all’altezza del suo sapere e della sua sapienza?

Ognuno è libero di pensarla come vuole, ma affermare in modo apodittico la propria verità attraverso una critica aspra dei Comitati la dice lunga sulla qualità del suo approccio ai cittadini. E per fortuna che gli antidemocratici sono i Comitati.

Un particolare attacco lo ha rivolto ai Comitati di Cerveteri che in occasione del Convegno “Le centrali biogas”, organizzato il 24 giugno 2013 dalla neonata Associazione culturale “Adesso!”, hanno deposto all’ingresso del cinema Moderno un lenzuolo con le foto dei loro figli come gesto d’opposizione. La dottoressa Mannelli ha dimenticato di dire però che la sala era praticamente vuota e il tavolo dei relatori portava lo striscione sponsorizzato dal PD, tanto per confermare di essere strumentalizzati e al servizio di certe pressioni politiche!

Ma le omissioni di questi “promoter” sono state numerose: purtroppo non saranno chiamati a rispondere dei danni futuri all’ambiente e alla salute prodotti da tali impianti.
– Non è stato fatto alcun accenno all’assenza di un piano energetico in Italia. Forse perché temono la domanda “Quanti impianti a biogas e a biomasse ci vogliono in Italia per sostituire l’attuale potenza elettrica installata da fonti fossili?” La risposta sarebbe imbarazzante, e loro lo sanno. Come sanno che l’Italia non ha biomassa sufficiente. Parlano vagamente di “limitare il ricorso alle fonti fossili”, ma ovviamente non esiste programmazione di sorta.
– Nessun accenno al gravissimo ed eticamente inaccettabile fenomeno del land grabbing.
– Nessun approfondimento sanitario. L’unica cosa detta è che il digestato che esce da questi impianti non è tutto uguale perché dipende da quello che ci si mette dentro (e qui è stata fatta un’ellissi sospetta) e che in ogni caso oltre il 90% dei batteri viene eliminato.
– Ignorati completamente gli studi del Prof. Bohnel, di altri biologi e dei medici ISDE.
– Ignorata l’umiltà della scienza che con onestà confessa che non siamo ancora in grado di stabilire gli effetti di certe combinazioni chimiche che avvengono all’interno di questi impianti e che molti batteri sono a noi ancora sconosciuti.
– Nessun approfondimento sull’impatto ambientale e nessun approfondimento sull’“effetto cumulativo” dei fattori inquinanti.
– Nessun reale computo delle emissioni tossiche, cioè calcolato sul totale dei fumi prodotti in un anno in un dato punto dello spazio.
– Nessun accenno alla qualità dell’aria già compromessa nel Lazio e in Italia, o al livello di percolato. E ovviamente nessuna parola sulle discariche pericolosamente inquinate su cui si vogliono costruire centrali a biogas (vedi Cupinoro-Bracciano). A detta loro, i rifiuti non c’entrano proprio niente in questo tipo di business.
– Nessun accenno alle possibili alternative agli impianti a biogas e a biomasse. Forse perché il Sole è troppo alla portata di tutti e sottrarrebbe lauti profitti alle lobby?
– Nessun accenno sull’enorme quantità di acqua necessaria per sostenere il ciclo di produzione e di vita di queste centrali e sulla carenza d’acqua, sull’abbassamento di molte falde acquifere e sulla sempre più diffusa presenza di arsenico in molti Comuni del Lazio.
– Nessun approfondimento sull’inquinamento delle falde acquifere per l’uso indiscriminato di pesticidi: Legambiente ha solo detto che bisogna farne un uso oculato. ll sig. Beppe Croce, come il resto dei relatori, sembra ignorare i mali che affliggono il nostro Paese. O forse non ne parlano grazie al «Governo Letta e alle lobby industriali che hanno introdotto nel cosiddetto “Decreto del Fare” una norma di modifica del testo Unico sull’Ambiente D.lgs. 152/2006 che azzera ogni possibilità di bonifica definitiva delle aree inquinate, subordinando gli interventi di bonifica agli interessi economici di chi inquina anche in caso di concreto rischio sanitario.» (Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua)
– Nessun accenno sul tasso di corruzione e di crimini ambientali esistenti in Italia che non offrono nessuna garanzia sull’onestà di certi imprenditori impegnati nel business dei rifiuti e portano avanti la logica della “monnezza uguale ricchezza”
– Nessun accenno sulla quantità di biomasse (necessariamente d’importazione per utilizzare a regime queste centrali) e sulla loro qualità (sempre più scadente per abbattere costi di gestione)
– Nessun computo di CO2 per effetto della deforestazione per dar spazio a coltivazioni di palma e quant’altro, delle navi che necessariamente devono trasportare queste materie, dei trasporti su ruote per consegnarle agli impianti, dei pesticidi immessi nell’aria, nel suolo, nell’acqua usati nei paesi esportatori per accelerare la crescita di queste piantagioni. Alla faccia della riduzione delle emissioni.
– Nessun accenno sulla guerra in atto per la conquista delle risorse rimaste nel pianeta.
– Nessun accenno alla dittatura del cibo e dell’acqua che si sta preparando. Qualcuno ha solo detto che dovremmo intervenire sulla qualità della nostra dieta perché mangiamo troppo e male, come gli americani. Ma il vero salto alimentare quale sarà: le pillole di cibo predisposte dalla “chimica verde”?
– Nessun accenno sulla quantità abnorme di cemento per costruire queste centrali su suoli che semmai sarebbero da bonificare e tutelare.
– Nessun accenno sullo smaltimento futuro di queste centrali quando la fonte del profitto si sarà prosciugata.
– Nessun riferimento all’incongruità dell’importo fissato per la fidejussione a garanzia dei lavori di ripristino nel momento della dismissione dell’impianto (demolizione, rimozione di tutto il materiale, ripristino dello stato antecedente, piantumazione, ecc.) e al capitale sociale dell’impresa proponente a copertura di eventuali risarcimenti danni.
– Nessun reale computo energetico dell’intero ciclo di vita delle centrali.
– Nessun accenno al movimento della “decrescita felice”, unica vera alternativa all’attuale modello di sviluppo lineare che oggi vuole imporre la cosiddetta “green” economy, per trasmigrare le logiche di profitto e sfruttamento degli stessi imprenditori e politici di sempre.

Infine, il punto eticamente più grave

–   nessunissimo accenno a chi farà le spese di questa nuova frontiera del profitto.  Ininfluente se in Africa, in Asia, in Sudamerica, bambini già malnutriti e intere popolazioni verranno cacciate via dai loro territori e costretti a morire di stenti per coltivare a casa loro biomasse “rinnovabili”, se incidenti alle centrali inquineranno suoli e corsi d’acqua, se non ci sarà cibo per tutta la popolazione futura.
–  Nessun accenno, ma anche nessuna sensibilità, all’uso di denaro pubblico per incoraggiare il profitto di pochi mentre la parte sana del paese si sta gravemente impoverendo.

INVECE

–      grande e forte accenno al Patto dei Sindaci e al SEAP, vera sponda di approvvigionamento finanziario dei fondi europei. Per onestà intellettuale diremo che il rappresentante del Ministero dell’Ambiente, Antonio Lumicisi, ha in effetti sottolineato ripetutamente l’indispensabile coinvolgimento e accordo della cittadinanza prima della deliberazione del SEAP comunale, attraverso ripetute assemblee e incontri coi cittadini. Peccato però che non ci sia nessun controllo sul territorio. A Manziana il Sindaco ha dato 15 gg. ai cittadini per sapere se avevano osservazioni in merito a un documento di circa 250 pagg., e non l’ha nemmeno fatto attraverso un’assemblea ma pubblicandolo sul sito del Comune (quasi nessuno ha infatti avuto il tempo di accorgersene). E quando un gruppo di cittadini gli ha comunque presentato delle osservazioni entro la scadenza prevista, non c’è stata la risposta scritta promessa nel consiglio comunale del 26 marzo 2013, né è stata presa in considerazione nessuna osservazione (cfr. link osservazioni al SEAPhttps://comitatibiogas.wordpress.com/2013/01/21/note-al-seap-piano-dazione-per-lenergia-sostenibile-del-comune-di-manziana/ e link resoconto incontro col sindaco del 24-1-13: https://comitatibiogas.wordpress.com/?attachment_id=1527 ). Il SEAP è stato deliberato nel pieno silenzio, anche dei consiglieri di opposizione che nulla hanno fatto. Il Sig. Lumicisi dovrebbe attenersi alla realtà dei fatti non dei bei propositi, perché questo i cittadini vedono e subiscono. Sarà bene che i “suggestionabili” Comitati facciano gli opportuni controlli sui loro territori, perché molti Sindaci non hanno indetto nessuna assemblea cittadina prima di deliberare il proprio SEAP.

– grandi discorsi sul corretto utilizzo di queste centrali e delle biomasse da introdurre che ci rimandano al livello di corruzione esistente in Italia. Ovviamente non è stato fatto nessun accenno all’impianto della Riso Scotti o di altre centrali dove venivano introdotte plastiche e quant’altro.Nessun accenno al decreto CLINI che elenca i RIFIUTI A VALLE DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA PER I QUALI E’ AMMESSO IL CONFERIMENTO IN IMPIANTI A BIOMASSE CON PRODUZIONE DI ENERGIA (vedi: https://comitatibiogas.wordpress.com/2012/12/15/e-le-chiamano-biomasse/)

– affermazione perentoria che i rifiuti in tutto questo business non c’entrano niente! Abbiamo qualche difficoltà a crederci, ma forse è per via della nostra stoltezza.

– grandi e bei discorsi sulla bontà di questi impianti.

– incoraggianti discorsi sugli innumerevoli posti di lavori che verrebbero a crearsi. Più centrali, più posti di lavoro!

– discorsi opinabili e per qualcuno inudibili sull’utilizzo ottimale di 8 milioni di ettari agricoli abbandonati.

Di una cosa siamo felici:

– che questo Convegno sia stato smaccatamente di parte, alla faccia della democrazia e della partecipazione che loro chiedono ad altri.

– che gli unici due interventi “scomodi” siano stati subito interrotti dal loro disappunto, i democratici!

– che se questo genere di Convegno doveva servire ad “incontrare i Comitati”, beh, che i Comitati continuino serenamente il loro lavoro perché non c’è stato nessun incontro. C’è stata critica e un atteggiamento fortemente autoreferenziale.

I Comitati meritano di essere avvicinati con maggior rispetto, perché nessuno si diverte a investire tempo, energie e denaro per trovare quell’informazione imparziale che dovrebbe essere garantita ai cittadini.

Forse questa crisi è davvero necessaria per convincere l’italiano che ancora non c’è a NASCERE e ad AGIRE con coscienza e conoscenza. Certi sistemi non li scardineremo con la piazza, non basta più. BISOGNA CHE OGNUNO DI NOI PRENDA URGENTEMENTE PIENA COSCIENZA DEL DISASTRO IN CUI SIAMO FINITI PER NON PERMETTERE PIU’ A NESSUN SINDACO, A NESSUN POLITICO, A NESSUN IMPRENDITORE DI ARRECARE NOCUMENTO ALLA SALUTE E ALL’AMBIENTE, UNICHE REALTA’ CHE POSSONO SALVARE IL NOSTRO FUTURO.

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