COMUNICATO STAMPA ISDE ITALIA

COMUNICATO STAMPA ISDE ITALIA
Decreto 61/2013 su “nuove disposizioni urgenti a tutela dell’ambiente, della salute e del
lavoro nell’esercizio di imprese di interesse strategico nazionale”
(A.S. 941 approvato dalla Camera dei Deputati)
NUBI NERE SUL TESTO APPROVATO ALLA CAMERA E IN DISCUSSIONE AL SENATO
In primo luogo ISDE è preoccupata perché viene avanti una legislazione straordinaria che rischia di
modificare le basi dell’attuale normativa ambientale o di influenzare negativamente molte altre
situazioni che hanno caratteristiche diverse dal caso ILVA; inoltre ISDE deve sottolineare numerosi
elementi critici che occorre riequilibrare:
– sono previste prescrizioni per l’AIA basate solo sui tempi di attuazione e non anche su criteri di
rispetto di adeguamento tecnologico e di azioni di risanamento che quando non rispettati
dovrebbero permettere la riapertura della stessa AIA;
– permane un quadro confuso a seguito della deroga prevista per l’AIA, in quanto non viene chiarito
cosa accade quando le prescrizioni dell’AIA non sono rispettate dai commissari, specie avendo
cancellato la figura del Garante;
– a fronte dei tempi scaduti da oltre 6 mesi per l’attivazione dei provvedimenti autorizzativi per le
discariche, la gestione dei rifiuti e delle acque, non è fatto riferimento a tempi e modalità per la
messa a norma;
– vengono allungati di un anno i tempi di risanamento degli impianti ai fini della tutela di ambiente
e salute;
– vengono concessi ben 150 giorni per l’adozione del piano delle misure redatto dai tre esperti;
– viene fatto riferimento a disponibilità residue per fare fronte alle bonifiche, anziché destinare allo
scopo le risorse e i beni sequestrati ed i proventi dell’attività dell’impresa in accordo al principio
“chi inquina paga”;
– non viene precisato il criterio di scelta del Commissario governativo, che deve garantire completa
imparzialità e capacità di interpretare correttamente il ruolo di commissario di una società privata
nominato dal pubblico, per evitare scivoloni come quelli recenti del Commissario Bondi sul ruolo
del fumo di tabacco;
– è depotenziata la Valutazione del Danno Sanitario (VDS), in quanto si prevede che i rapporti di
valutazione del danno sanitario debbano essere conformi ai criteri metodologici stabiliti da un
decreto interministeriale già previsto dalla legge salva-Ilva n. 231/2012 (attualmente all’attenzione ssociazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia
Affiliata all’International Society of Doctors for the Environment
Rapporto consultivo con l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e
l’UNECOSOC (United Nations Economic and Social Council)
Via della Fioraia, 17/19 – 52100 Arezzo – Tel. 0575/22256 – Fax. 0575/28676
E-mail: isde@ats.ithttp://www.isde.it
della Corte dei Conti), che è meno protettivo per la salute dei cittadini rispetto alla normativa
pugliese;
– non viene previsto il riesame dell’AIA neppure a fronte di dati epidemiologici e sanitari che
risultassero allarmanti, per cui se anche la regione competente chiedesse il riesame dell’ AIA, in
linea con quanto permesso dal Decreto 61 (art. 1, comma 7), il Governo potrebbe opporsi.
In particolare, in relazione agli ultimi due aspetti, molto rilevanti per la tutela della salute, è
necessario sottolineare un approccio non precauzionale del decreto interministeriale in corso di
approvazione, in cui le valutazioni epidemiologiche sono subordinate al risk assessment e al
superamento delle soglie previste dalla legge vigente per gli inquinanti normati, in palese contrasto
con:
a) letteratura scientifica e raccomandazioni OMS che, anche di recente per il particolato aereo, ha
suggerito come i valori soglia di legge non siano sufficienti a tutelare la salute,
b) conoscenze avanzate su valutazione di impatto ambientale sulla salute, avendo optato per un uso
meccanicistico della procedura di risk assessment,
c) necessaria attenzione alla valutazione cumulativa del rischio anziché alla singola sostanza,
d) palese disattenzione alla prevenzione primaria da applicare quando le conoscenze sono
sufficienti, com’è il caso di Taranto,
e) non rispetto del principio di precauzione.
In considerazione di quanto esposto, ISDE auspica che la proposta di legge attualmente all’esame
del Senato possa essere efficacemente modificata al fine di consentire una adeguata tutela
ambientale e sanitaria e il pieno rispetto dei diritti Costituzionali dei cittadini, che deve valere a
Taranto e in tutti gli altri siti inquinati.
Arezzo, 25 Luglio 2013
Roberto Romizi, Presidente ISDE Italia
Agostino Di Ciaula, Referente ISDE Puglia

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