Intossicazioni in corso: l’avvelenamento di massa nella Terra dei fuochi

Viene definito “il più grande avvelenamento di massa in un paese occidentale, una catastrofe ambientale a partecipazione pubblica”. Ecco alcuni estratti per saperne di più sull’emergenza rifiuti in corso in Campania.
La pratica criminale di smaltire o  riciclare i rifiuti speciali bruciandoli, oramai va avanti da molti, troppi anni. Lo abbiamo documentato tutti i giorni con foto e video, denunciando questo scempio a ogni istituzione politica e giudiziaria. Sono trascorsi diversi anni. Tuttavia, senza che nulla sia realmente cambiato! Inizia così, un’altra stagione di roghi, fumi tossici e di chissà quanti altri veleni. Si continua come se nulla fosse. Sempre negli stessi luoghi. Spesso sentiamo parlare di cancro, ma a cosa serve curare i tumori o donare soldi alla ricerca, se nessuno si occupa concretamente della nostra prevenzione primaria?

http://www.laterradeifuochi.it/

Venticinque anni di cronaca e di storia maledetta, una lunghissima teoria di ricordi che testimoniano l’indifferenza dello Stato e il silenzio di quanti hanno visto, talvolta hanno subìto, molto più spesso hanno condiviso i lautissimi guadagni del traffico di rifiuti. Perché la verità scomoda che nessuno dice è che molti, se ancora vivi, sanno dove sono nascosti i fusti dei veleni perché hanno messo anche i propri terreni a disposizione incassando fino a cinque milioni di lire per ogni carico e costruendo su quelle scorie le case per se stessi e i propri figli. Anche questo dovrebbero sapere coloro che oggi urlano e insultano, rivendicando una ben misera primogenitura della denuncia e che allora lasciarono soli quanti si affannavano, nell’indifferenza generale, a segnalare il pericolo, le infiltrazioni mafiose nell’affare, i primi picchi sospetti di malattie linfatiche e tumorali

Rosaria Capacchione – La memoria corta, l’elogio dell’insulto e la dittatura del web 17/9/2013

Giovanni Balestri, geologo che ha curato la perizia per conto della Procura di Napoli, ha spiegato che nel 2064 si raggiungerà l’apice dell’incidenza negativa: si realizzerà in pieno la precipitazione nella falda acquifera del percolato e di altre sostanze tossiche derivanti dalle migliaia di tonnellate di rifiuti
 
 
Quale sarà la prossima scoperta tossica? La discarica di Cupinoro (Bracciano), a 45 km da Roma, in che condizioni ambientale e sanitarie si trova dopo oltre 25 anni di raccolta rifiuti indifferenziati di ben 26 Comuni? Perché invece di essere bonificata si avvia una gara per il conferimento di altre tonnellate di rifiuti? Come mai i cittadini di Bracciano e dei Comuni limitrofi non sono stati messi al corrente dei dati analitici microbiologici e chimici progressivi fatti sui prelievi nei vari pozzi della discarica? In che condizioni sta il suolo e la falda acquifera? In quali acquedotti finisce questa falda acquifera? In che condizioni sta il fiumiciattolo in prossimità della discarica di Cupinoro?
NOTA BENE: il progetto ERASLazio (Epidemiologia, Rifiuti, Ambiente e Salute), coordinato dal Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio, fa il punto sugli impatti sanitari di discariche, inceneritori e impianti di trattamento meccanico-biologico (TMB) nel decennio 1998-2008. I risultati sono accessibili dal 18 giugno sul sito internet (www.eraslazio.it). Il Dipartimento ha esaminato mortalità e malattie di quasi 250.000 persone residenti entro 5 chilometri dalle discariche della regione. Sebbene non si riscontri un aumento di mortalità, nelle zone dove è più alta la concentrazione di idrogeno solforato (H2S), scelto come “firma chimica” delle esalazioni delle discariche, ci sono più ricoveri per alcune malattie, sia per gli uomini (+26% per malattie respiratorie e + 59% per tumore alla vescica), sia per le donne (+62% per asma e +27% per malattie del sistema urinario).
Perché i Sindaci dei Comuni limitrofi continuano a mantenere il silenzio?
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