Polveri sottili: persi 9000 anni di vita sana per milione di abitanti

Le polveri sottili (PM10, PM 2,5) sono ufficialmente “serial killer”. Sono state inserite dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro nella categoria 1 come inquinanti “certamente cancerogeni”.

http://www.euro.who.int/en/health-topics/environment-and-health/pages/evidence-and-data/environmental-burden-of-disease-ebd

L’esposizione a polveri fini ha contribuito, nel 2010, a 3.2 milioni di morti premature nel mondo, dovute soprattutto a malattie cardiovascolari, e a 223000 decessi per tumore del polmone (IARC Scientific Publication No. 161 – Air Pollution and Cancer Editors: Kurt Straif, Aaron Cohen, and Jonathan Samet).

DAL VADEMECUM “PER SAPERNE DI PIU’ SU BIOMASSE E BIOGAS” Il termine particolato, indicato con la sigla PM da Particulate Matter, designa piccolissime particelle solide o liquide del diametro dei micron (la millesima parte di un millimetro) che rimangono sospese nell’aria per periodi variabili e dipendenti dalla loro massa e diametro prima di ricadere al suolo. Le particelle hanno un diametro che può variare da un paio di nanometri fino a 100 micron (un nanometro è la millesima parte di un micron, la milionesima di un metro).  Si indicano con la sigla PM10 tutte le particelle con diametro inferiore a 10 micron (in sigla m), pertanto il PM2,5 è un sottoinsieme del PM10, che a sua volta è un sottoinsieme del particolato grossolano, cioè particolato sedimentabile di dimensioni superiori ai 10 m, non in grado di penetrare nel tratto respiratorio superando la laringe, se non in piccola parte.
Il PM10 – particolato formato da particelle inferiori a 10 m (un centesimo di millimetro) – è una polvere inalabile, ovvero in grado di penetrare nel tratto respiratorio superiore (naso e laringe).
Le particelle di diametro tra 5 e 2,5 m si fermano prima dei bronchioli. Il PM2,5 – particolato fine con diametro inferiore a 2,5 m (un quarto di centesimo di millimetro) -, è una polvere in grado di penetrare ancora più profondamente nei polmoni fino agli alveoli dove avvengono gli scambi gassosi tra sangue e aria.
Per dimensioni ancora più piccole (particolato ultrafine, UFP o UP) si parla di polvere respirabile, cioè in grado di penetrare direttamente nel sangue. Le nanoparticelle sono in grado di penetrare all’interno delle cellule ed
alterarne l’epigenoma con alterazioni di codifica del DNA, con conseguente rischio di sviluppare gravi patologie quali tumori, malattie cardiovascolari, leucemie e malformazioni fetali.
Circa l’80% delle polveri emesse sarebbero polveri ultrafini (< PM2,5), con conseguente elevato rischio sanitario non calcolabile. Tutto il mondo scientifico indipendente che non ha interessi diretti nella promozione di
queste centrali afferma da tempo che non è possibile filtrare in alcun modo le polveri al di sotto del PM2,5 e nessun istituto scientifico e di controllo riconosciuto (ISPRA, ARPA, CNR, ecc.) ha potuto mai smentire tale
affermazione.  Tutte le sostanze contenute nei fumi si diffondono per chilometri e andrebbero a spargersi nei terreni contaminando anche le colture. Vedi anche i documenti del Convegno di Manziana (prof. Gianni Tamino e dottor Mauro Mocci) https://comitatibiogas.wordpress.com/convegno-manziana-24112012/
 

ARTICOLO PUBBLICATO SU IL CAMBIAMENTO: http://www.ilcambiamento.it/inquinamenti/inquinamento_uccide_pm10_cancerogeni.html

L’inquinamento uccide: PM 10 cancerogeni certi

L’agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha riclassificato alcune sostanze della lista di cancerogeni noti e fra queste ha ufficializzato l’entrata delle polveri sottili (PM) e in generale dell’inquinamento atmosferico inserendoli nella categoria 1, e quindi certamente cancerogeni.

di Gestione Corretta Rifiuti – 24 Ottobre 2013

inquinamento
L’agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro ha inserito le polveri sottili e l’inquinamento atmosferico nella categoria 1: certamente cancerogeni

L’agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), con sede a Lione, di cui è stato direttore per molti anni lo scomparso Lorenzo Tomatis, presidente del comitato scientifico di ISDE Italia – medici per l’ambiente, ha riclassificato alcune sostanze della lista di cancerogeni noti e fra queste ha ufficializzato l’entrata delle polveri sottili (PM) e in generale dell’inquinamento atmosferico (inquinamento out-door) inserendoli nella categoria 1, e quindi certamente cancerogeni.

Dopo anni di evidenze scientifiche circa la correlazione esistente fra l’inquinamento atmosferico e le patologie tumorali, nella fattispecie il tumore al polmone, l’Agenzia ha emesso la terribile sentenza dopo che scienziati di fama hanno studiato a lungo le evidenze.

L’esposizione al PM 2,5, ad esempio, è associata ad un alto carico sanitario: 6000-10000 anni di vita sana persi per milione di abitanti, nei sei Paesi europei presi in esame (circa 9000 in Italia) (EBoDE – Environmental Burden of Disease in European Region).

Recenti stime suggeriscono che il carico di patologie causate dall’inquinamento atmosferico sia elevato. L’esposizione a polveri fini ha contribuito, nel 2010, a 3.2 milioni di morti premature nel mondo, dovute soprattutto a malattie cardiovascolari, e a 223000 decessi per tumore del polmone (IARC Scientific Publication No. 161 – Air Pollution and Cancer Editors: Kurt Straif, Aaron Cohen, and Jonathan Samet).

Sarà inevitabile a questo punto che ognuno si prenda le proprie responsabilità. I cittadini, con l’utilizzo inappropriato dell’auto anche per coprire distanze ridicole, e più in generale il sistema di trasporto delle merci, che partecipano a circa il 37% della produzione di tali cancerogeni. Il sistema industriale e gli impianti per la produzione di energia che, con un altro 20% tramite la combustione, ci riforniscono di una discreta fetta di queste particelle cancerogene.

Gli amministratori, chiamati responsabilmente a trovare velocemente una soluzione per la riduzione di tali sostanze nell’aria che respiriamo con soluzioni alternative alla mobilità privata.

A tutto ciò si aggiunge l’apporto del sistema di riscaldamento che, con più del 30% , dà un contributo non indifferente e che potrebbe essere fortemente diminuito seguendo le regole del minor consumo con temperature più basse negli edifici e con sistemi alternativi veramente rinnovabili (geotermia).

È una brutta sentenza, specie per Parma che si classifica fra una delle peggiori città europee per l’inquinamento da traffico. A ciò si aggiunge poi la terribile quantità di Polveri sottili che produrrà l’inceneritore, con le sue 3,2 tonnellate anno a cui andrà sommato un numero imprecisato di altre tonnellate di Polveri sottili prodotte in via secondaria, a causa delle emissioni degli altri inquinanti (NOx..)

E questo inquinante cancerogeno si aggiunge ad altri cancerogeni quali diossine, PCB, metalli pesanti. Una follia quando altri sistemi per la gestione corretta dei rifiuti sono disponibili da tempo.

Nessuno potrà più dire che l’inquinamento atmosferico non incida sulla salute delle persone e degli animali. E’ cancerogeno allo stesso livello del fumo di sigarette. A quando la scritta su auto e impianti industriali come gli inceneritori: “L’inquinamento uccide”?

La decisione dello Iarc cambia anche la situazione di Parma. Ora che le polveri sono un cancerogeno certo, quale valore ha ancora lo studio di impatto ambientale commissionato nel 2007 per l’inceneritore di Parma? In queste ore è in corso la revisione dell’Aia del Paip.

Come influisce la decisione dello Iarc? Sono ancora valide le valutazioni del 2007/2008?

Isde Parma – Associazione Internazionale Medici per l’Ambiente

Gcr – Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse

Associazione Futura

Ada – Associazione Donne Ambientaliste

Comitato Rubbiano per la vita

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