CUPINORO: FATTI E MISTIFICAZIONE DEI FATTI

FATTI
RIFIUTI: LA REGIONE LAZIO E’ FANALINO DI CODA NELLA DIFFERENZIATA

(ASCA) – Roma, 6 nov – Per la raccolta differenziata le percentuali più significative a livello territoriale sono fatte registrare dal Veneto e dal Trentino Alto Adige, che raggiungono, rispettivamente, il 62,6% ed il 62,3%. Tra le regioni del Centro, solo nelle Marche si riscontra una percentuale di ricorso alla differenziata di poco superiore al 50% (50,8%). Seguono l’Umbria con il 42% e la Toscana con il 40%. Fanalino di coda è il Lazio con 22,1%. A sostenerlo la Cisl di Roma e del Lazio in occasione del convegno in corso l’Auditorium Cisl a Roma del convegno ”Fatti non parole esercitano responsabilità”, rilevando che si tratta di una condizione penalizzante perché una diffusione capillare della raccolta differenziata produrrebbe una diminuzione della quantità dei rifiuti pro capite smaltita in discarica, generando una contrazione dei costi e quindi un risparmio per le famiglie ed i pensionati, oltre ad avere ricadute positive in termini di tutela dell’ambiente e della salute del cittadino. Come si evince il problema rifiuti è sempre più un problema del territorio. Il Lazio risulta, purtroppo, più vicino alle Regioni meno virtuose. Ad oggi, come spiega il sindacato, abbiamo 5 Discariche attive, 8 impianti di Trattamento Meccanico Biologico (TMB), 19 impianti di compostaggio (che ricevono frazione organica proveniente da raccolta differenziata – il cosiddetto ”umido”- e dal trattamento del verde urbano), 3 impianti per la termovalorizzazione, 53 piattaforme per la carta, I piattaforma strutturata per la plastica e 2 Impianti che non lavorano a pieno regime. ”La questione rifiuti, ambiente ed energia, ha rappresentato e continua a rappresentare in Italia, come pure nei territori della nostra Regione, un esempio della nostra incapacità di costruire soluzioni e percorsi in grado di coniugare i bisogni dei cittadini con le opportunità. Non c’è un unico responsabile, ma c’è sicuramente una responsabilità che non viene esercitata” ha spiegato Mario Bertone, segretario generale della Cisl di Roma e Lazio.

MISTIFICAZIONE DEI FATTI:
Roma, 6 nov. – (Adnkronos) – “La vicenda di Cupinoro riguarda una discarica che interra rifiuti trattati (1), una società e un comune che stanno cercando di salvare l’occupazione (2). Comunque non riguarda le vicende romane ma le esigenze territorio (3)“. Così il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha risposto a margine del convegno Cisl a una domanda sul futuro di Cupinoro.

NOTE:

(1) Il presidente della Regione finge di non sapere che la discarica di Cupinoro interra da oltre 20 anni rifiuti non trattati (come a Malagrotta) e andrebbe chiusa e bonificata (come Malagrotta). In più è previsto l’arrivo di 20.000 tonnellate di rifiuti “trattati” da Roma, Fiumicino, Ciampino, Città del Vaticano. Alla richiesta di dati sulla qualità di questi rifiuti il Commissario Sottile non ha risposto (ma si è messo a ridere…) Vedi l’inchiesta pubblicata il 17 ottobre 2013 sul corriere.it  Discariche e rifiuti, quel che resta si chiama Biocidio

(2) La società Bracciano Ambiente e il comune di Bracciano vogliono salvare l’occupazione? Andrebbero fermati prima che il Biocidio distrugga le attività di agricoltori, allevatori, ristoratori, albergatori, operatori turistici, attività biologiche, viticoltori, agenzie immobiliari…

(3) Per le esigenze del territorio la discarica di Cupinoro deve essere chiusa e bonificata, e andrebbe sviluppata seriamente la raccolta differenziata in tutti i Comuni dell’area. Invece di procedere con progetti di ampliamento da 450.000 metri cubi (coerente solo con la previsione di ricevere rifiuti anche da Roma).

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NOTA BENE: Il progetto di ampliamento denominato VAIRA1 ha ottenuto da pochi giorni la VIA- Valutazione Impatto Ambientale. I tempi per il ricorso al TAR sono 60 gg dalla data di pubblicazione sul BURL (Bollettino Ufficiale Regione Lazio), ovvero il 29 ottobre 2013 (pubblicazione della Determinazione N. G000480 del 16 ottobre 2013) e 120 giorni per il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.

APPUNTI: l’1 luglio 2010 la Regione Lazio, chiede anche alla Bracciano Ambiente la stima delle volumetrie residue degli invasi autorizzati al 30 giugno 2010. Il 6 luglio 2010 la B.A. risponde alla Regione Lazio dicendo che la volumetria residuale al 30 giugno 2010 è di 180.000 mc, e pochi giorni dopo, il 30 giugno 2010 la B.A. riscrive alla Regione Lazio per informare che Cupinoro dispone di ulteriori 1.200.000 mc da attrezzare a discarica, rappresentati dalla ex-cava limitrofa in concessione alla B.A. da parte dell’Università Agraria di Bracciano.
Non dobbiamo ricordare al signor Zingaretti che:
– la cava dismessa avrebbe dovuto essere bonificata
– la destinazione d’uso dei terreni di proprietà collettiva dell’Università Agraria è agricola
– tutti i terreni agricoli confinanti con la discarica sono “bruciati” come destinazione agricola e aree di pascolo
– alla fine degli anni ’90 è stata resa nota la natura archeologica dei territori su cui sorge la discarica (a pochi km da Cerveteri, sito Unesco)
– il 18 ottobre 2012, la B.A. ha diffuso un Comunicato Stampa smentendo ogni diceria riguardo all’uso della discarica di Cupinoro come sede di smaltimento di rifiuti di Roma Capitale, e confutando recisamente l’esistenza di qualsivoglia accordo che coinvolga la discarica nella soluzione, anche parziale e temporanea, della emergenza rifiuta romana. E ha aggiunto, tra le altre cose, che in virtù del Piano Industriale appena approvato e al netto della quota del 70% del nuovo invaso riservata ai 25 Comuni conferitori, l’invaso consentirebbe lo smaltimento dei rifiuti di Roma Capitale per poco più di un mese.

… le ultime parole famose.

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