RIFIUTI: PROSEGUE IL SERIAL DELL’EMERGENZA

Come un vero serial televisivo anche l’emergenza rifiuti mette in scena l’edizione 2014. La sceneggiatura appare sempre la stessa: già vista e conosciuta.

Al Consiglio Regionale  l’assessore Civita parla della “… gestione di un’enorme emergenza. Non solo a Roma, penso anche alla discarica di Bracciano. O si trova la maniera di ampliarla oppure non sapremo dove far scaricare i rifiuti di 25 comuni.”  Ecco allora puntuale torna in scena la Bracciano Ambiente, che avrebbe comunicato alle amministrazioni dei Comuni interessati che dal 31 gennaio ci sarà lo stop ai rifiuti tal quale per “l’esaurimento delle volumetrie autorizzate”.

Per le amministrazioni che conferiscono nel sito di Cupinoro, la discarica di tal quale avrebbe dovuto chiudere già lo scorso 31 ottobre 2013, ora questa comunicazione può apparire come una contromossa verso i ricorsi presentati al TAR per la VIA (Valutazione Impatto Ambientale) rilasciata dai funzionari della Regione Lazio per autorizzare l’allargamento della discarica. I ricorsi  hanno evidenziato diverse irregolarità e violazioni. Ma il messaggio che si vuole far passare per il cittadino-spettatore è un altro. Regole e legalità vanno superati, c’è l’emergenza.

Intanto, allargando il campo sul piano Regionale, nonostante gli arresti Zingaretti non si ferma e procede come nulla fosse con il piano-rifiuti sponsorizzato da Confservizi Lazio (l’Associazione regionale delle Imprese che si occupano del trattamento), e che promuove “tale e quale” l’impiantistica del modello Cerroni (agli arresti domiciliari). Tra gli impianti anche inceneritori (chiamati termovalorizzatori) e impianti biogas (chiamati biodigestori), come l’inceneritore di Malagrotta, sempre Colari. 

Il sindaco Marino, dopo il pasticciaccio della nomina a presidente AMA di un indagato (Strozzi), ne nomina un altro (Fortini) Amministratore delegato dell’azienda di raccolta rifiuti di Napoli (Asia) e presidente di Federambiente (altra Associazione di operatori e aziende). Intanto AMA  si trova in debito verso la Colari di Cerroni per svariati milioni. Ma Cerroni dovrebbe procedere – a sue spese – con la bonifica e la gestione post-mortem della discarica di Malagrotta, quindi…

Comunque Zingaretti non tace, nonostante le microspie, si difende e querela Il Messaggero di Caltagirone (imprenditore con investimenti anche nel settore “ambiente”) per alcuni articoli sulla gestione dei rifiuti, mentre si parla del rinnovo delle nomine anche in ACEA, e di unificare AMA e ACEA, dove Caltagirone è il più importante socio privato e quindi interessato a far prevalere i suoi piani.

Nel frattempo l’inchiesta giudiziaria si allarga: vengono rese pubbliche altre telefonate, per esempio tra Cerroni e l’ex-commissario Sottile, il prefetto che per tutelare meglio l’interesse “superiore” aveva stabilito che per l’autorizzazione a realizzare la discarica a Monti dell’Ortaccio, subordinata a uno studio idrogeologico, fosse la stessa Colari a scegliere l’università o l’ente pubblico a cui affidare la perizia necessaria.  La società di Cerroni scelse La Sapienza, per poi rivolgersi ad altri, perché il risultato era stato negativo.

Comunque, il presidente della Regione Nicola Zingaretti, ci ha tenuto a ribadire: “Ci uniamo alla richiesta che il sindaco Marino ha avanzato per la nomina di un nuovo commissario…”
E certo! Il commissario ci vuole. Altrimenti non sarebbe serial. 

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