EMERGENZA RIFIUTI: DISINTERESSE DAI CONSIGLIERI COMUNALI DI ROMA

ARTICOLO DA PAESESERA.IT
La commissione ambiente visita l’impianto Ama di Rocca Cencia. Ma all’appuntamento si presentano solo due consiglieri comunali. Intanto a fianco dello stabilimento continua a lavorare il tritovagliatore di Cerroni, che fra tre mesi dovrà essere chiuso. L’emergenza rifiuti è alle porte, ma la politica si preoccupa solo dell’impianto di via Salaria. Che da fastidio al naso dei “potenti”

L’emergenza rifiuti è alle porte. Ma ai consiglieri capitolini il tema non sembra importare più di tanto. E dopo aver impiegato più di un mese per approvare in Campidoglio l’anagrafe dei rifiuti, ieri mattina hanno dato l’ennesimo sfoggio del loro disinteresse sulla questione. A prendere parte all’ispezione della commissione ambiente allo stabilimento Ama di via Rocca Cencia, sono stati infatti solo due membri: il presidente Athos de Luca ed Enrico Stefano del Movimento 5 Stelle. Con loro c’era anche Dario Nanni, che non fa parte della commissione, ma si è impegnato per organizzare la visita. E il resto dei consiglieri? Non pervenuti.

LA PUZZA DI SERIE B – D’altronde l’impianto Ama di Rocca Cencia non ha mai goduto della stessa fortuna mediatica del suo “gemello”, quello di via Salaria che, secondo l’assessore all’Ambiente Estella Marino, dovrà essere presto riconvertito o, come ha chiesto il III municipio lo scorso 7 febbraio, chiuso nel 2015. Il motivo? Gli odori renderebbero impossibile la vita dei residenti limitrofi. “In realtà – è solo una questione politico istituzionale” spiegano gli ingegneri dell’Ama “l’impianto di via Salaria è identico a quello di Rocca Cencia”. A cambiare sono i vicini. Che da una parte sono il colosso dell’informazione “Sky e la Guardia di Finanza”, dall’altra invece gli abitanti delle case popolari di Rocca Cencia, quelli del quartiere Pratolungo e dell’edilizia agevolata del nuovo piano di zona, dove a breve sarà inaugurata anche una scuola pubblica. Bambini e gente che vive gli stessi disagi dei residenti di via Salaria. Ma che nessuno ha mai ascoltato. “Il fumo che si vede è solo vapore acqueo che si forma soprattutto la notte o quando la temperatura si fa più bassa” precisano gli ingegneri durante la visita. Il cattivo odore, invece, si alza soprattutto quando i rifiuti vengono accatastati in attesa del trattamento.“Ma non fa male”. A meno che non si abiti sulla Salaria, quindi.

ROCCA CENCIA AL COLLASSO – Eppure se c’è un luogo che meriterebbe di essere studiato con profondità è proprio l’impianto storico di Rocca Cencia, che, secondo le specifiche riportate sul sito dell’Ama, dovrebbe smaltire 750 tonnellate di rifiuti al giorno. Ad oggi, infatti, ne “vengono lavorate circa 1000”, nonostante sia in funzione solo l’impianto di selezione e trattamento dei rifiuti indifferenziati che consente la separazione della frazione secca a elevato potere calorifico. L’Impianto di selezione multimateriale da Raccolta Differenziata, che consente la separazione delle frazioni presenti nel multimateriale raccolto in forma differenziata, sarebbe indispensabile per la filiera del riciclo, eppure non funziona. Nonostante questo, Rocca Cencia  riesce comunque a lavorare una buona parte dei rifiuti: il 23% viene trasformato in Cdr, un altro 22% in Fos, il materiale di copertura delle discariche, un 1% rappresenta il recupero dei metalli, mentre il 16% si disperde durante il trattamento. Con la chiusura di Malagrotta, la parte restante finisce invece nelle discariche dell’Emilia Romagna.

L’IMPIANTO DI CERRONI – La stessa destinazione prendono anche i rifiuti lavorati dal tritovagliatore che sorge a ridosso dell’impianto Ama, di proprietà di un “privato” come precisano imbarazzati gli addetti della municipalizzata. Che sarebbe poi l’avvocato Cerroni, ma che dentro Ama, dopo il suo arresto, non può piu essere nominato. Un cancello collega i due impianti, anche se gli ingegneri assicurano “è sempre chiuso”. Di sicuro, senza questo tritovagliatore, la raccolta sarebbe impossibile nella città di Roma (circa 3600 tonnellate al giorno), dato che qui viene trattata la parte eccedente che gli impianti Ama non riescono a smaltire: circa 600 tonnellate al giorno, che vengono lavorati prima di essere trasportati fuori dalla Regione, come prevede una legge nazionale. Insieme ai Tmb di Malagrotta, questo è uno degli impianti Colari “interdetti” del prefetto Pecoraro, dopo l’arresto di Manlio Cerroni. Ad oggi, quest’impianto lavora solo grazie all’ordinanza del sindaco Marino della scorsa settimana. Un provvedimento urgente che, tuttavia, ha una durata di soli tre mesi. Troppo pochi per programmare nuove strategie. Che dal Campidoglio comunque ignorano.

di Marco Carta
Pubblicato su DOCU